Cucina e bagno: cronaca di una metamorfosi annunciata

Boffi

Boffi

Stanze grandi, multifunzionali e iper-progettate ma anche sommatoria di stimoli e di occasioni: non chiamatele più spazi di servizio.

Se, in un tempo ormai lontano, il bagno e la cucina erano considerati “spazi di servizio”, oggi sono essi a rappresentare lo statement di una situazione abitativa. Inutile negarlo: il bagno e la cucina hanno oggi dilatato la loro dimensione sia fisica sia mediatica. Sono, potenzialmente, spazi grandi e iper-progettati. Sovente multifunzionali in chiave puramente edonistica. Niente di strettamente funzionale: in bagno potrà comparire una zona caminetto, così come in cucina potremmo ubicare un angolo lettura-relax.

Intarsio, Cesar

Intarsio, Cesar

Il bagno e la cucina vengono intesi, oggi, come spazi “da inventare”, sommatoria di stimoli e di occasioni e dove si prediligono grandi superfici continue, in cui la materia trova la sua massima esaltazione in termini di “metri quadrati”: marmi, legni, con ottoni e metalli bruniti per gli attacchi, dispiegheranno allora un’estensione che li trasformerà in brani di architettura o in opere d’arte.

Ecco quindi che i segnali maggiormente significativi provenienti dal bagno e dalla cucina (e conseguentemente dal mondo dei rivestimenti che qui la fanno da padrone) sono segnali di lusso, di perfezione. Qui, il “disegno puntuale” del prodotto conta meno della materia con cui è realizzato: proprio per mettere in risalto la seconda, il primo viene, se non annullato, “silenziato”. 

Happy, Duravit

Happy, Duravit

Se volessimo trovare un simbolo condiviso per la ricerca in cucina probabilmente sarebbe il monolite: volume puro e silenzioso, sovente posizionato al centro dello spazio, sempre finito con materiali preziosi e cromie sofisticate. Esso nasconde al suo interno un cuore tecnologico pulsante ove i punti acqua e fuoco compaiono al bisogno con grande efficienza e numerosi accessori, ma sono altrettanto pronti a sparire, terminato l’uso. Intanto, potenti cappe aspiranti (quelle di ultima generazione posizionate sul piano e non sospese) assicurano che l’atmosfera circostante non rechi tracce di odori di cibo o di fatiche umane.

Carlo Colombo, con Isøla per Rossana, propone un bancone, appunto a isola, ove i due prospetti (quello rivolto al living e quello prospiciente le attrezzature tecniche) sono trattati in modo differente anche se comunque importante (vedi, sul fronte, la breccia imperiale abbinata al castagno termotrattato).

Isøla, Rossana

Isøla, design by Carlo Colombo, Rossana

Altre fonti di ispirazione sono senz’altro i grandi banchi di lavoro delle cucine industriali, a essi guarda ad esempio, per ErnestomedaGiuseppe Bavuso nel disegno di K-Lab.

K-Lab, Ernestomeda

K-Lab, design by Giuseppe Bavuso, Ernestomeda

Francesco Meda concentra, invece, la sua attenzione sul tema dell’accessoriamento e della immediata reperibilità (quindi visibilità) di tutti quei complementi che pratiche culinarie sempre più sofisticate hanno reso indispensabili. Nel Sistema XY per Dada in particolare si osserva la possibilità di piani orizzontali scorrevoli sulle basi, da posizionarsi ove l’estro creativo del momento (e il piatto in fieri) richiede.

XY, Dada

XY, design by Francesco Meda, Dada

Fabio Novembre, infine, progetta Dandy Plus per Scavolini: arredi essenziali a ponte che si animano di colori pop a segnalare i punti di interfaccia, dalle maniglie ai pulsanti, attivabili attraverso il sistema Bticino Living Now e, per la prima volta, con l’ausilio di Alexa, assistente vocale di Amazon.

Dandy Plus, Scavolini

Dandy Plus, design by Fabio Novembre, Scavolini

Nel frattempo, gli elettrodomestici se da un lato “spariscono” nell’architettura dell’insieme, dall’altro sono sempre più presenti attraverso modalità di connessione che li trasforma in “assistenti personali”: la prima tappa di una robotica che a breve ci apparirà assolutamente normale.

Possiamo esaminare, ad esempio, i piani a induzione Sense di AEG dotati di termosonde wireless che consentono di impostare con la massima precisione la temperatura di cottura oppure di individuare, dalle vibrazioni della bollitura, il pericolo di fuoriuscita dell’acqua dalla pentola. Il discorso sull’efficienza è ormai tuttavia inscindibile da quello sulla sostenibilità: Electrolux, ad esempio, introduce nelle lavastoviglie un’interfaccia intuitiva, denominata QuickSelect, e un programma automatico, AutoSense, in grado di riconoscere il livello di sporco e il carico realmente inserito. Analizzando la proposta di Smeg, recuperiamo un ulteriore, importante segnale di ricerca, questa volta centrato sull’interfaccia: appare, infatti, sempre più importante, in parallelo con la complessificazione degli apparecchi, semplificare le istruzioni d’uso, basandosi su una sorta di intuitività del comando. Nella collezione dei forni alto di gamma, Smeg introduce il display VIVOscreen, caratterizzato da una grafica immediata e iconica.

SenseBoil, AEG

SenseBoil, AEG

Il bagno è, oggi, a tutti gli effetti, una delle stanze “più importanti” della casa. Da vivere individualmente o in coppia e da mostrare agli altri in una chiave edonistica che, guarda caso, va di pari passo con la sempre più diffusa attenzione per il corpo.

A livello progettuale, nelle “stanze” da bagno, la tendenza pare indicare due direzioni in qualche misura contrapposte: da un lato, i sanitari confermano il loro ruolo di protagonisti, differenziandosi fortemente dallo sfondo, ossia dai rivestimenti, ma, dall’altro lato, si verifica un approccio “mimetico”, con un effetto di dissolvenza della parte funzionale nella parte ambientale. Quest’ultima ha assunto, infatti, in pochi anni, un’importanza fondamentale, portando alla riscoperta di marmi rari e di antiche tecniche di posa a casellario, a macchia aperta, così come ha accelerato la ricerca sul grès porcellanato “finto marmo”, arrivando a risultati straordinari per somiglianza cui si aggiunge la possibilità di lavorare con formati veramente molto grandi (che la natura non può fornirci).

Tornando ai sistemi bagno, paradigmatico delle soluzioni di tipo architettonico è senz’altro Rigo di Patricia Urquiola per Agape. Progettato nel 2018 e continuamente aggiornato, Rigo propone una trave parallela alla parete che funge da appoggio per i lavabi e gli accessori. A livello propriamente di architettura degli interni hanno lavorato i Castiglia Associati per Vismara Vetro, proponendo un sistema articolato di pareti e porte (con apertura a 180°), in cristallo e alluminio, che permette di creare, all’interno dello spazio notte, vere e proprie “nicchie” bagno, internamente da definirsi, ma esternamente compatibili con il progetto dell’ambiente: è lo sviluppo ultimo della “povera” cabina doccia di un tempo.

Rigo, Agape

Rigo, design by patricia Urquiola, Agape

Nella tendenza contrapposta, ossia quella del mettere in evidenza i sanitari, il procedimento è senz’altro di tipo volumetrico se non addirittura sculturale. Ne è esempio impeccabile Plissé lavabo free standing di Paolo Ulian per Antonio Lupi, che prosegue la ricerca del grande designer toscano sulle potenzialità espressive del marmo. Sempre per Antonio Lupi, i Gumdesign propongono un accostamento assolutamente inedito di materiali (e quindi di cromie): nel lavabo free-standing Bolgheri la colonna è realizzata in sughero naturale mentre il bacino è in cristalmood (resina trasparente).

Bolgheri, Antonio Lupi

Bolgheri, design by Gumdesign, Antonio Lupi

Lavorano, invece, sulla suggestione della memoria Andrea Marcante e Adelaide Testa proponendo, per Ex.t, la collezione Frieze ove la nostalgia per i tempi andati si declina in parallelo a una citazione post-moderna: senz’altro un progetto non omologato!

Frieze, Ex.t

Frieze, design by Marcante - Testa, Ex.t

16 dicembre 2020
Altri articoli