Euroluce e The city of Lights: arte, cultura e design

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Fiat Bulb. The Edison Syndrome, ph. Francesco Merlini

Nei padiglioni di Euroluce spazio alla luce in ogni sua espressione, con un’ampia proposta di mostre e installazioni curate da Beppe Finessi, con allestimento di studio Formafantasma 

Dall’architettura al design, dalla fotografia all’arte, con mostre, talk, workshop, installazioni site-specific. Oltre al prodotto, tra i padiglioni 9-11 e 13-15, dedicati a Euroluce, la luce si può vivere e apprezzare in ogni sua espressione. Il concept alla base della biennale internazionale dell’illuminazione è The city of lights. Pensati da Beppe Finessi e progettati dallo studio Formafantasma, gli spazi del programma culturale di questa edizione del Salone del Mobile.Milano rivelano un approccio curatoriale attento e multidisciplinare che coinvolge nomi illustri di artisti che hanno saputo indagare il tema della luce da una prospettiva diversa. 

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Aurore Arena, design Formafantasma, ph. Francesco Merlini

Il fulcro di questi spazi è Aurore, una grande piazza progettata dai Formafantasma che ospita diverse attività, trasformandosi poi in un’installazione meditativa, con maxischermi che proiettano immagini che alludono alle varie sfumature della luce, colta in vari ambiti fino alla bioluminescenza in natura. Accanto c’è la libreria di Corraini, uno spazio dedicato alla vendita, alla lettura e alla consultazione dei libri, dove poter trovare anche una selezione di stampe, opere d’arte, volumi a tiratura limitata, oltre a riviste, piccoli oggetti d’arte e grafiche.

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Bookshop, curated by Corraini, ph. Francesco Merlini

All’interno del palinsesto culturale sono quattro le mostre principali, affidate ad altrettanti curatori ed exhibition designer, ma lungo l’intero percorso espositivo dei padiglioni di Euroluce, si incontrano anche sette Costellazioni: intermezzi architettonici che accolgono disegni, fotografie, dipinti, installazioni video, singole opere e famiglie di oggetti. Racchiuse ognuna in un allestimento leggero e riconoscibile firmato dai Formafantasma, riciclabile e riutilizzabile, in materiali quali legno e carta, ogni spazio pone al centro le opere e contenuti dedicati al tema della luce da parte di maestri e grandi protagonisti della scena internazionale, fornendo anche spazi di relax per i visitatori. 

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Costellazioni, Gae Aulenti, ph. Francesco Merlini

Tra le Costellazioni partiamo da quelle dedicate a Gae Aulenti, con il suo approccio figurativo e sperimentale, e a Umberto Riva: due punti di riferimento dell’architettura italiana che si sono concentrati sulla tipologia progettuale della lampada, dalla celebre Pipistrello alla magia di King Sun fino alla E63 ispirata a Constantin Brâncusi. In esposizione schizzi e disegni originali illustrano proporzioni e misure di oggetti entrati nella storia del design. Interessante l’esposizione incentrata su Guido Guidi, nomi tra i più noti della fotografia contemporanea, che negli ultimi vent’anni ha fotografato diverse opere di Le Corbusier, Mies van der Rohe e Carlo Scarpa, decodificando alcuni loro capolavori mentre attendeva lo scorrere delle ore per veder cambiare quegli spazi al variare della luce. Stesso procedimento utilizzato nella sequenza esposta di 16 fotografie scattata a Preganziol (Treviso) nel 1983: un’operazione di misurazione dello spazio-tempo attraverso la luce. 

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Costellazioni, Nanda Vigo, ph. Francesco Merlini

Racchiuse nelle Costellazioni anche le opere di maestri come Aldo Mondino, con il suo Jugend Stilo del 1992, François Morellet e Keith Sonnier, oltre che di grandi protagonisti del calibro di Monica Bonvicini, Andrea Bowers (indimenticabile il suo Chandeliers of Interconnectedness), Mark Handforth e Sislej Xhafa. Da vedere anche le ricerche di autori trasversali come Corrado Levi - imperdibile l’opera Edipo Fabbrica Eos, 2003 - e Nanda Vigo con i Light Trees, alberi luminosi risalenti agli anni ’80, e di sperimentatori come Mathieu Mercier, Duccio Maria Gambi e Valentin Ruhry

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Installation "You can imagine the opposite", Maurizio Nannucci, ph. Francesco Merlini

Ad accogliere i visitatori di Euroluce 2023 c’è una lunga scritta luminosa al neon - You can imagine the opposite - la grande installazione site-specific realizzata da Maurizio Nannucci che dagli anni ’60, con i primi testi in neon, aggiunge significati e nuove percezioni allo spazio architettonico. Scritta con grandi caratteri, l’opera di Nannucci, tra i più potenti interpreti della luce artificiale nell’arte contemporanea, è un monito a uscire dagli schemi per immaginare nuove possibilità.

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Hélène Binet. Nature, Time and Architecture, ph. Francesco Merlini

Gli oggetti hanno bisogno della luce per essere visti e la luce ha bisogno di loro per esistere. Parte da qui la riflessione di Hélène Binet (1959), pluripremiata fotografa franco-svizzera che ha colto l’essenza di alcuni tra gli edifici più famosi al mondo e che con le sue immagini segue il percorso della luce sulle architetture, evidenziando come essa ne accarezzi ed esalti i tratti. Tra le quattro mostre principali in programma, la bellissima “Natura, tempo e architettura”, curata e allestita da Massimo Curzi, propone una selezione di scatti sulla relazione tra luce e architettura, natura e tempo, e presenta un racconto visivo di alcune delle opere dei più importanti maestri dell’architettura. Le fotografie di Hélène Binet raccontano di luoghi dove il lento movimento della luce naturale su superfici, forme e materiali, invita a una riflessione sulla relazione magica che c’è tra luce e architettura.

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Dawns. The Lights of Tomorrow,  ph. Francesco Merlini

La luce non è un oggetto, ma un soggetto, naturale o artificiale che sia, ed è un fenomeno atmosferico e ambientale sempre in mutamento. In equilibrio tra tecnologia e poesia, la mostra “Albe. Luci di domani”, a cura di Matteo Pirola, propone una carrellata di apparecchi luminosi, frutto della creatività di designer che riproducono fenomeni naturali. Dall’ “ora blu”, il momento di transizione tra il giorno e la notte, al centro di Horizon Halo dello studio Mandalaki, al mimare il comportamento dei corpi celesti, come nel caso della lampada Apollo di Constance Guisset, una piccola Luna in metallo e gesso. L’allestimento è firmato dal duo From Outer Space e disegna un percorso interno che attraversa ambienti caratterizzati da differenti atmosfere luminose - buio, penombra, luce pura - esaltando l’essenza delle opere esposte. Tra i nomi: Iwan Baan, Thierry Cohen, Nendo, Adrian Paci, Alberto Garutti, Daniel Rybakken, Guillame Simmen.

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Fiat Bulb. The Edison Syndrome, ph. Francesco Merlini

Martina Sanzarello è la curatrice di “FIAT BULB. La sindrome di Edison”, mostra che rende omaggio alla lampadina a incandescenza, vera icona del nostro tempo. Costruita come una sequenza di lampadine che dal loro uso primario si trasformano in oggetti spiazzanti e piccole installazioni sperimentali, la mostra passa in rassegna diverse interpretazioni d’autore di questa sorgente luminosa. Una serie di lampadine “accendono” un nastro trasportatore circolare che per l’intero sviluppo dello spazio fa da espositore alle opere di artisti e designer posizionate all’interno di scatole e imballi. 

La luce artificiale ha un ruolo fondamentale nell’architettura d’interni: può sottolineare alcuni elementi del progetto, o addirittura farsi protagonista, trasformando radicalmente la percezione dell’ambiente. “Interno Notte. Artifici luminosi”, a cura di Michele Calzavara, con allestimento di Berfu Bengisu Goren, è un percorso di decine di fotografie che mettono in scena artifici di luce che spaziano da piccoli “innesti” a veri e propri atti inventivi a piena scala architettonica, tra grandi maestri e più giovani progettisti, tra icone storiche e immagini forse più trascurate, con l’idea di raccontare un piccolo inventario, di poetiche, linguaggi e attitudini luminose.

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Interno notte. Bright Artifacts, ph. Francesco Merlini

21 aprile 2023
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