Il Made in Italy secondo Intesa Sanpaolo

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Anna Roscio, executive director Sales&Marketing Imprese Intesa Sanpaolo

Una conversazione con Anna Roscio, executive director Sales&Marketing Imprese Intesa Sanpaolo, partner dell’edizione 2025 del Salone del Mobile.Milano

Il Salone del Mobile.Milano è un appuntamento centrale per la diffusione del design e la cultura del Made in Italy, un'occasione di incontro, networking e scambio di visione. In questo contesto, anche quest’anno, Intesa Sanpaolo affianca la Manifestazione in qualità di partner istituzionale sottolinea l'importanza strategica di un settore fondamentale per l'economia italiana. Nell’ambito del ricco Programma Culturale di Talk e Tavole Rotonde “Drafting Futures.  Conversations about Next Perspectives” curato da Annalisa Rosso, Editorial Director & Cultural Events Advisor, Intesa Sanpaolo sarà presente mercoledì 9 aprile alle 14.30, all’interno del Padiglione 14, con la Tavola Rotonda “Eccellenze manifatturiere e Italian Style nel mondo: esperienze a confronto per la crescita sui mercati internazionali” moderata dalla giornalista Giusi Legrenzi. Interverranno Fiorenzo Bandecchi, Presidente Yachtline 1618; Alexander M. Bellman, Architetto; Sabrina Berini, Export Manager DEA; Luigi Passera, CEO Lario Hotels; Maurizio Riva, Presidente e Amministratore Delegato Riva1920; Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo; Stefania Trenti, Responsabile Industry e Local Economies Research Department Intesa Sanpaolo.

Quanto è importante per Intesa Sanpaolo, in termini di strategia, presidiare un appuntamento internazionale di primo piano come il Salone del Mobile.Milano?

La collaborazione di Intesa Sanpaolo con il Salone del Mobile.Milano, in qualità di partner istituzionale è quasi decennale. Una dimostrazione di quanto riteniamo il Sistema Casa e il design italiano fondamentali e nevralgici per l’economia del Paese e che da sempre supportiamo con soluzioni dedicate alle sue specificità, con l’obiettivo di sostenere l’intera filiera e incentivarne la sua attrattività. 

Quale sarà il contributo quest’anno?

Quest’anno nel nostro tradizionale talk al Salone vogliamo offrire agli addetti ai lavori uno sguardo trasversale sulle connessioni del design italiano con altre filiere del Paese, dalla moda al turismo, dal tessile alla nautica. Attraverso testimonianze ed esperienze vedremo come queste connessioni possono favorire la diffusione nel mondo del Made in Italy oltre che la crescita del PIL e dell’occupazione. Durante il Talk, che si terrà mercoledì 9 aprile alle 14,30 presso l’Arena by Formamantasma al Padiglione 14, verrà analizzato lo scenario e le prospettive dei settori trainanti del Made in Italy, oggi messi alla prova con nuove sfide economiche e geopolitiche. Verranno condivisi percorsi di crescita insieme ad aziende e designer sul valore e la forza delle filiere dell’Italian Style, oltre che suggerimenti e strumenti per sostenerne i vantaggi competitivi e lo sviluppo internazionale.

Il Made in Italy è un asset di primaria importanza per la design Industry. In che modo Intesa Sanpaolo supporta questa unicità, soprattutto in un contesto economico e geopolitico complesso?

Il Made in Italy si fonda su una forte tradizione locale e artigianale, su buone specializzazioni e un sistema unico nel panorama internazionale, quello delle filiere, un esempio di integrazione industriale e manifatturiera che si è dimostrato vincente per la crescita, sia del nostro Paese che a livello internazionale, soprattutto nei momenti più complessi. Questa unicità deve però essere supportata con strategie di sviluppo che facciano leva su innovazione e sostenibilità, imprescindibili per la competitività delle aziende. 

Quali sono, secondo lei, gli elementi chiave che permettono al design e agli altri settori italiani di emergere ed essere competitivi a livello globale?

L’Italian Style, inteso come l’insieme di settori che fanno leva sul design e lo stile italiano, ha registrato grandi successi sui mercati internazionali negli ultimi anni, grazie alla qualità delle produzioni, spesso basate su competenze uniche ed artigianali localizzate nei distretti, unite alla capacità e alla lungimiranza delle imprese capofiliera di raggiungere i consumatori mondiali. 

La competitività del nostro tessuto produttivo trova riscontro nei dati di interscambio commerciale che nel 2024 hanno consolidato i risultati record del 2023. In particolare, il mobile e la moda, che sono i settori più rappresentativi del Made in Italy nel mondo, generando un saldo commerciale ampiamente positivo (rispettivamente 9 miliardi di euro e 25 miliardi nel 2024), solo di poco inferiore a quanto raggiunto nel 2023 (rispettivamente 9 miliardi di euro e 27 miliardi). 

La logica vincente di filiera sta consentendo alle imprese italiane di affrontare al meglio un contesto competitivo complesso come quello attuale in cui si intrecciano più fattori, dai rischi geopolitici all’incertezza sulle politiche economiche. Di fronte alla minaccia di nuovi dazi, le imprese si stanno mostrando reattive puntando verso una maggiore diversificazione dei mercati di sbocco. Un’indagine condotta attraverso la nostra rete di gestori che supportano l’operatività estera della nostra clientela segnala come prioritaria la ricerca di nuovi mercati di sbocco in grado di compensare almeno in parte il rallentamento delle vendite sul mercato americano. Al contempo, le imprese stanno puntando sul rafforzamento della presenza diretta nei Paesi soggetti a barriere commerciali, come gli Stati Uniti che continueranno ad essere un mercato trainante. 

In un momento storico e sfaccettato, in che modo Intesa Sanpaolo sta affrontando la sfida di supportare gli investimenti in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione?

In questo scenario Intesa Sanpaolo conferma e rafforza il ruolo di partner di riferimento per le Pmi in tutti i settori chiave del Paese con credito, progettualità, partnership, sostegno in Italia e all'estero. Vogliamo accompagnare le imprese verso una crescita solida e sostenibile, incrementandone la competitività sui mercati nazionali e internazionali. 

La spinta propulsiva del Gruppo anche a livello internazionale ci consente di soddisfare le esigenze dei nostri clienti ogni giorno, ovunque si trovino. La nostra rete globale è costituita da banche controllate, attive in 12 Paesi tra Europa Centro-Orientale, Medio Oriente e Nord Africa e da una rete internazionale specializzata nel supporto alla clientela corporate composta da Hub Corporate, Uffici di rappresentanza, Filiali e Banche, presente in 25 Paesi.  

Inoltre, all'incertezza che permea questo periodo e che ha davvero segnato la seconda metà del 2024 e l'inizio del 2025, Intesa Sanpaolo risponde facendo sistema, per dare impulso agli investimenti che devono guardare alla sostenibilità, all’innovazione e alla digitalizzazione e che rappresentano la bussola per la crescita e per mantenere la propria competitività anche sui mercati internazionali.

In questa direzione va il nostro recente accordo con Confindustria che mette a disposizione 200 miliardi di euro da qui al 2028 per dare nuovo slancio al sistema produttivo nazionale e cogliere le opportunità di strumenti come Transizione 5.0 e I.A.. Tra le novità dell’accordo c'è l'attenzione ai processi di trasformazione sostenibile, dell’economia circolare e dei processi innovativi ad alto contenuto tecnologico. Inoltre, con il piano per l’Abitare Sostenibile, l'accordo vuol favorire la mobilità e l’attrazione dei talenti nell’industria italiana. Trasformazione green ed energetica con conseguente riduzione dell’impatto ambientale devono continuare a essere strategici all’interno della filiera del Made in Italy, rendendola un propulsore della diffusione dell’eco-sostenibilità, della tecnologia e digitalizzazione su tutto il sistema produttivo, oltre ad assumere un ruolo sempre più determinante in virtù dell’impatto generato sull’economia locale. Negli ultimi quattro anni abbiamo erogato oltre 10 miliardi di euro di finanziamenti alle Pmi italiane per investimenti in sostenibilità. 

Quanto è importante puntare su ricerca e innovazione?

Promuoviamo la creazione di ecosistemi "startup-ricerca-impresa" investendo in programmi di valorizzazione come Up2Stars, dedicato all'accelerazione delle startup innovative italiane, che ha la finalità di creare sinergie a favore dell'integrazione di tali realtà innovative nelle filiere produttive del Made in Italy. In un biennio abbiano accelerato 80 startup e tra di esse sono emerse progettualità dedicate al mondo del design e che utilizzano la logica dell’economia circolare come elemento cardine del suo successo. Ritengo necessario sviluppare a livello di sistema produttivo la consapevolezza che le startup siano parte integrante della strategia economica, accompagnandole nel loro processo di crescita e fornendo loro competenze, relazioni, persone, strutture e, nel caso, anche capitale. Il nostro ruolo è sicuramente quello di sostenerle sotto il profilo finanziario, ma anche di contribuire a creare quell'ecosistema necessario per favorire il loro processo di crescita. Per questa ragione, lavoriamo in sinergia con molti partner importanti. 

3 aprile 2025
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