Da Luigi Moretti alla Triennale del 1960 fino al manifesto di Patrik Schumacher e alle opere di Zaha Hadid: storia dell’architettura che affida la forma agli algoritmi, e che da metodo vuole diventare stile
Valentina Sommariva, fotografia di faglia
Sheats Goldstein House, ph. Valentina Sommariva
Milanese, classe 1986, si muove professionalmente tra diversi campi: la progettazione, gli interni, lo still life; il ritratto, i bambini; i viaggi, il paesaggio.
Casa Valentina Moretti, Brescia, ph. Valentina Sommariva
La serie "Cicatrici" mostra i segni lasciati dal sisma che sconvolse il Centro Italia nel 2016: sono di varia natura e si trovano sul terreno, sull'epidermide dei sopravvissuti, sul tessuto abitativo. C'è un'idea di faglia e c'è un interesse specifico e tematizzato nei progetti personali verso l'area concettuale della permeabilità e della migrazione, dei passaggi di stato, del cedimento, della smagliatura, dell'effrazione che percorre la fotografia di Sommariva e si ritrova dentro lavori diversi, come le campagne pubblicitarie (ambientate in un caso, letteralmente, dentro una cava oppure dentro paesaggi dolomitici che si fanno alieni) o le foto di interni dove architettura e natura spesso scambiano i piani. Si vedono varie Wunderkammer, luoghi antonomastici della commistione, della giustapposizione e del molteplice proteiforme. La camera di Sommariva tende a posizionarsi dove trova una possibilità di transito, un varco, una ferita aperta, una soglia.
ADI Design Museum, la collezione del Compasso d'Oro si rilegge da capo
A cinque anni dall'apertura, il museo milanese presenta il primo nuovo ordinamento scientifico della sua Collezione storica. La curatrice Maite García Sanchis racconta come cambia il modo di leggere oltre settant'anni di design, mentre Domitilla Dardi spiega perché l'approfondimento "Antologica" fa dialogare gli oggetti premiati con la letteratura



