Una conversazione con Anna Roscio, executive director Sales&Marketing Imprese Intesa Sanpaolo, partner dell’edizione 2025 del Salone del Mobile.Milano
Amelia Pegorin: la sfida per l’Art Director? Essere storyteller

Saba, Gala by Cristina Celestino, ph. Mattia Balsamini
Raccontare la realtà aziendale a partire dai suoi valori e dalla sua identità, puntando al contempo sulle evoluzioni rapide di questo tempo fragile e interconnesso, la parola ad Amelia Pegorin, art director di Saba
I primi passi nella direzione artistica di Saba li ho mossi con un mantra ben preciso: l'oggetto di design - in questo caso i divani - deve avere una funzionalità ludica: concedere alle persone la possibilità di interagire con essi, consentendo attraverso gesti facili di cambiare il loro aspetto e quindi la geografia dell'ambiente.
Ho sempre guardato al prodotto divano ponendomi una domanda ben chiara: questo oggetto è utile al fine di migliorare la vita e rendere più felice una persona? Il nucleo centrale della ricerca dei progetti è sempre quello di liberarli dai vincoli strutturali che rendono i prodotti inamovibili, scomponendo gli elementi attraverso soluzioni semplici, senza meccanismi. Ho creduto fin da subito che questo avrebbe aiutato i consumatori a liberare il proprio immaginario creativo.
Ora perfezionerei questo mantra sintetizzandolo in due parole: “il design deve emozionare” e se proprio devo definire un metodo, esso è tracciato da due assunti: il potere evocativo della forma e dei colori e la flessibilità del prodotto.

Amelia Pegorin, photo courtesy Saba
È un mestiere affascinante seppur complesso quello di art director: è chiamato a proteggere i valori fondanti dell'azienda al fine di preservarne l'identità, e al contempo essere innovatore puntando sulle evoluzioni rapide di questo tempo fragile e interconnesso.
L'azienda si aspetta che la propria identità sia compresa in modo autentico, pertanto il percorso progettuale si affina attraverso etica e competenza, perché la fiducia si guadagna con la trasparenza. Il racconto deve essere credibile e autentico perché il mercato a cui ci si rivolge possa confermare la fiducia di volta in volta.
La sfida di oggi è essere storyteller, perché da Omero ai nostri giorni il modo migliore per far sapere chi siamo è quello di raccontare una storia i cui capitoli più importanti sono due: saper dire chi siamo e per che cosa ci battiamo (nel senso di saper enucleare i nostri valori aggiunti).
Guardare oltre mi viene naturale, forse perché sono donna e lavoro in azienda con un team di donne speciali, insieme stiamo definendo quella che può essere la sfida più importante a breve medio termine: contestualizzare i nostri prodotti in scenografie espositive che possano regalare esperienze speciali.

Cristina Celestino, Gala sofa, photo courtesy Saba
Ho sempre avuto un atteggiamento positivo verso il lavoro, anche nei momenti difficili mi ha sorretto e dato forza il credere nei miei sogni. Da sognatrice quale ero, e sono tuttora, ho sempre creduto nella magia della vita e nelle sue apparenti casualità.
Così sono avvenuti incontri significativi: con Antonio Marras, con Cristina Celestino e ora con lo studio Quincoces-Drago che insieme a Paolo Volpato firmeranno il progetto per lo stand al Salone.
A giugno presenteremo, oltre al bellissimo divano Gala di Cristina Celestino e al tavolo Teatro Magico disegnato dallo studio 967, anche uno scrittoio, un accessorio indoor outdoor e un nuovo letto che porta la firma del designer Alain Gilles.
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